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L’edizione 2025 del Premio Ermanno Olmi si è conclusa lo scorso 2 dicembre, durante una serata a cui la redazione di ControCampo ha avuto il piacere di prendere parte in qualità di giuria.
Nel 2019, un anno dopo la scomparsa dello straordinario regista italiano, il Comune di Bergamo ha indetto il Premio Olmi, in collaborazione con la Federazione Italiana Cineforum e la Bergamo Film Meeting Onlus.
Ermanno Olmi è stato un cineasta dalla carriera straordinaria: regista, produttore, sceneggiatore, montatore e direttore della fotografia. Questo artista a tutto tondo è stato un rappresentante importantissimo del cinema italiano a livello internazionale; tra i suoi vari riconoscimenti, sono inclusi la Palma d’Oro al Festival di Cannes del 1978 e il Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1988.
Nel 2004 ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce, uno dei più grandi meriti conferiti dalla Repubblica Italiana.
In suo onore, è nato il Premio Olmi: un’opportunità per promuovere giovani autori e autrici under 30 e le loro opere. La competizione è riservata a cortometraggi di finzione, di animazione o documentari, la cui durata non deve superare i 15 minuti.
La valorizzazione dei cortometraggi è fondamentale: spesso, infatti, essi costituiscono la modalità attraverso cui nuovi e giovani registi scelgono di mostrare la propria voce al pubblico per la prima volta. La brevità di queste opere cinematografiche spesso permette anche la sperimentazione di linguaggi innovativi e punti di vista alternativi.
I cortometraggi sono un’opportunità per mettere in pratica le proprie conoscenze, per imparare ad orientarsi su un set e soprattutto per sfidare la propria creatività con un limite di tempo che può sembrare innocuo, ma che in realtà spesso si rivela essere un antagonista esigente.
Provate a pensarci: qual è il modo più efficace e originale per raccontare una storia coinvolgente in un tempo così breve? I cineasti del Premio Olmi hanno accettato la sfida e si sono messi alla prova: erano oltre 100 le opere candidate all’edizione 2025. I film provenivano da tutto il mondo: Germania, Spagna, Francia, Belgio, Regno Unito, Ungheria, Portogallo, USA, Georgia, Cile, Polonia e, ovviamente, Italia.
Normalmente, la giuria è composta da 5 membri. Nel 2025, il compito è stato assegnato alla docente e critica Chiara Borroni, al regista Luca Capponi, al collaboratore di Lab80 Dario Catozzo, alla regista e produttrice Adriana Ferrarese e, infine, a Francesca Magliulo, direttrice di Fondazione EOS.
La direttrice Magliulo ha collaborato con la community ControCampo, selezionando insieme il proprio candidato preferito e dando alla redazione l’opportunità di contribuire alle scelte della giuria.
Il concorso si è concluso con l’assegnazione di un premio in denaro ai primi tre classificati, insieme ad una Menzione Speciale, dedicata ogni anno una tematica particolare.
Quest’anno il tema era “UMILTÀ”, definita in questo modo dal bando ufficiale: “Umiltà ha in sé il senso della giustizia e del prendersi cura, degli altri, dell’ambiente, del lavoro. Umiltà vuol dire anche vivere nella complessità, accettare di far parte di qualcosa di più grande. Non essere padroni ma cercatori di senso.”
Il primo premio è stato conferito al film El pütì pèrs di Paolo Baiguera, un racconto quasi ancestrale e fiabesco, in bilico tra realtà e fantasia, incentrato sul rapporto tra uomo, natura e famiglia.
Tuttavia, il voto di ControCampo è andato al secondo classificato: Voice Over, di Leonardo Ferro.
“Con la sua delicatezza e umanità, ci mostra come il cinema possa diventare una forma di libertà anche dentro le mura di un carcere. Hamza è l’esempio di un uomo semplice che ha sbagliato nella vita e che non desidera altro che essere felice: un film che, attraverso un ritmo originale, ci permette di ascoltare le riflessioni e cogliere i sentimenti di chi è emarginato dalla società, invita alla riflessione e commuove.”
La partecipazione al Premio Ermanno Olmi è stata un’opportunità di incontro tra futuri filmmaker e creativi, un’esperienza di giuria che ha offerto uno sguardo più ampio sul panorama cinematografico contemporaneo.
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