La sceneggiatura non è matematica-Intervista a Davide Serino

“La sceneggiatura non è matematica”. Intervista a Davide Serino

Abbiamo intervistato Davide Serino, sceneggiatore con Stefano Bises di M – Il Figlio del Secolo, la serie che ha debuttato su Sky lo scorso 10 gennaio, diretta da Joe Wright e tratta dal libro di Antonio Scurati del 2018. Con lui abbiamo approfondito i tanti aspetti del lavoro dello sceneggiatore e del suo inserimento nella filiera produttiva dell’audiovisivo.
Quali sono state le sfide più grandi nell’adattare il capolavoro di Antonio Scurati per la televisione?

Il libro ha un’intuizione geniale di punto di vista, quello di stare attaccati, per così dire, ai personaggi della grande Storia, rendendoli umani, concreti, veri, costantemente in bilico e non figure cristallizzate per sempre dalle loro azioni. A partire da Mussolini, naturalmente. Noi abbiamo voluto accogliere la sfida frontalmente ed estremizzare quell’intuizione, incollandoci a M e costruendo un’intimità sporca, vergognosa, tramite soprattutto la rottura della quarta parete, che peraltro nasce in fondo dalle prime pagine del libro, in cui Mussolini ci parla direttamente. L’altra rivoluzione è sicuramente di tono, con momenti di commedia o persino grotteschi che si allontanano completamente dal romanzo e dalle scelte di Antonio Scurati. Sono scelte autoriali fondative che hanno generato molte sane discussioni con l’autore del libro, con i produttori, con il broadcaster, e anche tra noi, perché eravamo perfettamente consapevoli tutti della responsabilità morale di questo racconto. Personalmente, credo che tradendo in qualche modo il libro gli siamo stati profondamente fedeli.

 

Quali sono le principali differenze tra scrivere per il cinema e per la TV?

Le sto ancora capendo, onestamente. Non credo in una differenza di qualità aprioristica, e sarebbe ridicolo parlarne dopo la Golden Age della serialità e capolavori come I Soprano, Mad Men, Breaking Bad, e potremmo stare qui ore. È vero che il cinema impone allo spettatore un’attenzione che sullo schermo di casa non si può controllare, consentendo agli autori scelte più radicali e più sfidanti, spesso più “belle”, per usare un termine generico, proprio perché meno didascaliche o in qualche modo già viste e masticate. D’altra parte, lo spazio di racconto che la serie offre è impagabile e consente di costruire personaggi più complessi, spaccati a metà dalle proprie contraddizioni, più simili a noi essere umani che per quanto possiamo sognare un arco di trasformazione raramente riusciamo a portarlo a termine.

 

Quanto conta la formazione per uno sceneggiatore?

Per me, tantissimo. Ci sarà un motivo se Picasso prima di rivoluzionare la pittura ha padroneggiato il realismo. Il nostro è un lavoro creativo e deve sorprendere, prima di tutto noi stessi, ma conoscere il modo di costruire una storia che drammaturgicamente funziona aiuta tantissimo a capire dove e come si vuole uscire dai binari. La sceneggiatura non è matematica, ma io non credo neanche al genio che incanala l’ispirazione divina. Può capitare forse una volta, che buttando i colori a caso sulla tavolozza esca un capolavoro, ma la chiave del nostro lavoro è imparare a farci le domande giuste per rigenerare continuamente il processo creativo. Poi, il resto sta tutto nella voce: capire che cosa profondamente vogliamo dire, e dirlo in un modo solo nostro.

Davide-Serino-sceneggiatore-foto-profilo

DAVIDE SERINO

Davide Serino è nato a Varese nel 1988. Ha iniziato il suo lavoro da sceneggiatore con la serie Sky original 1992. Tra i progetti più recenti: Esterno Notte, la prima serie di Marco Bellocchio, presentata al Festival di Cannes nel 2022; The Bad Guy, serie Amazon Original, un Conte di Montecristo nella mafia; M, serie Sky su Benito Mussolini tratta dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati, per la regia di Joe Wright. In arrivo, La città proibita, il nuovo film di Gabriele Mainetti, una storia di kung fu, amore e vendetta; Carême, una serie politica e culinaria per Apple+, diretta da Martin Bourboulon.

Condividi :

Facebook
Twitter
WhatsApp
Telegram
Anica Academy scuola di cinema a Roma - Logo newsletter di colore viola

© Anton Maksimov - Unsplash

Iscriviti alla Newsletter di Anica Academy

per ricevere aggiornamenti sui corsi e le attività